Progetto di screening e intervento precoce socio-interazionista per famiglie di bambini con ritardo di linguaggio

ritardo-fonologicoI bambini con ritardo di linguaggio costituiscono una popolazione molto ampia (tra il 13 e il 17% tra i 24 e i 36 mesi di età) e, nonostante un apparente recupero frequentemente mostrano sequele di fragilità linguistica nel passaggio da linguaggio orale a linguaggio scritto.
Grazie alle conoscenze scientifiche oggi raggiunte, alle esperienze cliniche maturate e alla disponibilità di criteri e strumenti di osservazione condivisi a livello internazionale, il numero di bambini con ritardo di linguaggio identificati precocemente sono in costante aumento e questo implica una riorganizzazione dei servizi clinico-sanitari del territorio e, in particolare, nuovi modelli di presa in carico differenziati sulla base delle caratteristiche dei bambini e del contesto familiare ed educativo. In alcuni casi, infatti, la scelta può essere quella di non intervenire direttamente sul bambino ma di attuare trattamenti indiretti centrati sulla famiglia, in particolare per bambini di età inferiore ai 3 anni e/o con condizioni di ritardo di linguaggio non associate a fragilità in domini non linguistici (ad esempio, nella sfera dell’attenzione, della motricità, in aspetti socio-pragmatici o della regolazione emotiva) (Bonifacio e Havstja Stefani, 2013). In questi programmi, la cui efficacia è dimostrata da numerosi studi (Roberts e Kaiser, 2011; Falkus et al, 2016; Suskind et al, 2016), i genitori sono impegnati in differenti setting interattivi con il propri figli (gioco simbolico, contesti di lettura dialogica, giochi ritmico-musicali) e promuovono azioni comunicative intenzionali, comportamenti che necessitano attenzione congiunta e uso del linguaggio (Bushmann et al, 2008; Girolametto, Weitzman e Earle 2012).
Un intervento di tipo questo tipo, rivolto alle famiglie di quei bambini che fra i 2 e i 3 anni presentano un ritardo nell’acquisizione del linguaggio, in assenza di accertati disturbi neurologici, sensoriali, cognitivi e relazionali risponderebbe contemporaneamente alle esigenze di prevenzione e di riduzione delle sequele neuropsicologiche e sociali dei disturbi di linguaggio.
Potrebbe, infine, se adeguatamente seguito da un follow-up longitudinale sino all’ingresso nella Scuola Primaria, consentire lo svolgimento di uno studio volto a determinare sia le traiettorie evolutive dei bambini con ritardo di linguaggio, sia l’effettiva l’efficacia di un intervento precoce.

MADRE TERESA: UNA GOCCIA NELL’OCEANO

invito

In occasione della canonizzazione della Madre che si dedicò ad assistere i più poveri tra i poveri, il 3 settembre 2016 alle ore 18:00 presso il palazzo della Cancelleria, in Piazza della Cancelleria, 1 a Roma, si svolgerà un evento celebrativo della personalità e dell’opera della Santa degli ultimi.

Un talk show con la presenza di illustri personalità del mondo artistico, religioso e giornalistico precederà lo spettacolo teatrale che racconta la biografia e il profilo spirituale della Madre.

Fra coloro che hanno confermato la loro partecipazione S.E.Rev.ma Card. Piero Parolin Segretario di Stato della SANTA SEDE, che ha autorizzato la proiezione in teatro dinanzi a 1500 persone della videointervista concessa al vaticanista Raffaele Luise e S.E.Rev.ma Card. Angelo Comastri.

Conduttore degli interventi della prima parte è il giornalista Piero Damosso, caporedattore RAI.

Lo spettacolo che segue il talk show rappresenta un omaggio degli artisti a Madre Teresa: l’attrice Serena Autieri, primadonna dei palcoscenici italiani, racconterà i momenti salienti della vita della Santa dall’adolescenza in Albania fino alla chiamata spirituale al servizio dei poveri di Calcutta. I testi sono una ricostruzione delle vicende interiori che caratterizzarono la vita della protagonista.

Fra i vari artisti che rivolgeranno un omaggio musicale alla Santa, la cantante Maheya Collins, il soprano albanese Ramona Bullumani, la cantante coreana Yu Soon Lee, il percussionista indiano Rashmi Batt e altri validissimi interpreti.

Poiché l’organizzazione ritiene che nessun tipo di attività commerciale debba essere collegato alla figura della Madre, l’ingresso in teatro è libero fino a esaurimento posti.

Saranno inoltre riservati settori della sala a gruppi di ospiti dei centri romani di assistenza e riabilitazione.

Per raccordare l’opera della Madre alle situazioni di disagio contemporaneo, la serata è dedicata a una charity a favore del Progetto Childrenitalia®, gestito dal Consorzio Universitario Humanitas, tramite Humanitas Care Onlus, con la collaborazione scientifica del Dipartimento di Neuroscienze e dell’U.O.S.D. di Psicologia clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e del Corso di Laurea in Psicologia dell‘Università Lumsa.

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